AL.SA.
Altruismo Salutistico
Silicio Organico
Home
Su di me
Contattami
Forum
Lo STATUTO
Atto Costitutivo
Silicio Organico
Argento Colloidale Ionico
Link preferiti
CITAZIONI
SUL CANCRO
COSMESI
AIDS
VACCINI
ILLUMINATI E MASSONERIA
COLESTEROLO
REFLUSSO GASTROESOFAGEO
FLUORO
IL CALCIO
DEPURAZIONE CALCOLI DEL FEGATO


SILICE ORGANICA una molecola con straordinarie proprietà! 


E' nel 1957 che un chimico ricercatore della CNRS (un istituto di ricerca scientifica francese), si interessò al cosiddetto "Silanolen". Prima di lui, già Pasteur aveva scoperto l'importanza del silicio per la salute, ma è stato quest'ultimo a ricercare formule di silicio organico facilmente assimilabili dell'organismo umano. Norbert Duffaut constatò che sulla superficie di determinati grani di sabbia, alcuni microorganismi scioglievano il silicio con l'aiuto di acidi organici, producendo così una sottile patina di acido siliceo, solubile in acqua e, com'è stato dimostrato, facilmente assimilabile dall'uomo. Sono stati necessari quasi 30 anni per sviluppare una formula che gli permettesse di produrre il silicio organico, che ha dato risultati sorprendenti nel trattamento dell'artrosi e di altre malattie reumatiche. La sua scoperta conferma l'efficacia di un trattamento molto conosciuto in Marocco, tramandato dall'antichità, che consiste nel farsi coprire di sabbia calda fino al collo 30 minuti al giorno per due settimane, per alleviare i dolori reumatici. Una delle sorprendenti caratteristiche del silicio organico è in effetti quella di essere assimilato molto facilmente dalla pelle (assunzione per compresse oppure applicazione locale). La convinzione della medicina ufficiale è che l'artrosi sia irreversibile e che non si possa fare altro che tentare di rallentarne lo sviluppo. Questa prospettiva non ci fa certo piacere. Se sapessimo come si compie il processo, allora sarebbe più facile trovare una soluzione. Innanzitutto guardiamo com'è fatta la cartilagine. 
L'essenziale è... acqua. Il 65-75% della cartilagine è acqua. Il resto è costituito da collagene e glicoproteine, composte principalmente da polisaccaridi ed in particolare da solfati di codrina. Si tratta di grosse molecole composte da zucchero e proteine, che formano il tessuto nel quale circola il liquido. La cartilagine si compone di condrociti (cellule della cartilagine), i cui compiti sono quelli di far si che ci sia sempre cartilagine a sufficienza e purificare il tessuto dal collagene vecchio e dalle glicoproteine. La causa dell'artrosi non è conosciuta esattamente. Si presume che sia legata all'avanzare dell'età, ai frequenti traumi e all'alimentazione. Affinché la nostra cartilagine venga sempre rinnovata, abbiamo bisogno di un elemento fondamentale: il Silicio. Il silicio rappresenta il 27,7% della crosta terrestre, quindi dopo l'ossigeno è il suo elemento principale. Quanto più invecchiamo, tanto più difficile diventa per il nostro organismo assimilare il silicio. A peggiorare la situazione si aggiunge l'alimentazione moderna, molto povera di questo elemento importante. Un rimedio impiegato in fitoterapia è l'assunzione di Equiseto. Lo stesso vale per l'estratto di Bambù. Sfortunatamente con l'avanzare dell'età, il nostro stomaco produce sempre meno acidi necessari per l'assimilazione del silicio. Il silicio, assunto tramite l'alimentazione, viene assorbito sempre meno, ecco perchè invecchiando soffriamo tutti della sua carenza. Tuttavia il silicio è indispensabile per la sintesi delle fibre di collagene presente nella cartilagine. La carenza di silicio riduce il collagene, che è l'elemento che mantiene unite le molecole della nostra cartilagine. I traumi ripetuti e l’alimentazione concause delle infiammazioni alle articolazioni Se si fa un salto da una certa altezza alcune articolazioni possono subire una pressione di quasi una tonnellata! Quanto più si pesa, tanto più grave è la conseguenza. Questa è la ragione per la quale se si soffre di artrosi è necessario perdere peso. In alcuni casi la cartilagine diventa fragile e viene sostituita da un'ossificazione che non ha però la stessa flessibilità. La moderna alimentazione industriale ha la tendenza a produrre un eccesso di acidi (acidosi), che portano ad una carenza di sali minerali e alla diminuzione del silicio. Le tossine si accumulano nel nostro organismo ed ostacolano i processi di rigenerazione delle nostre articolazioni. Determinati alimenti favoriscono la formazione di acidi urici molto dannosi per le articolazioni: cacao, carne rossa, derivati del latte, insaccati, zucchero. L'ideale sarebbe aumentare la quantità di alimenti ricchi di silicio. E' senza dubbio una buona prevenzione avere un'alimentazione ricca di questo elemento. Purtroppo ciò non basta per curare un'artrosi, poiché il silicio, come abbiamo visto, è difficile da assimilare ed è sempre meno assimilabile con l'avanzare dell'età. Spesso ci si sveglia rigidi ed anchilosati. Le ragioni sono molteplici: la parte più spesso colpita è la cartilagine che si trova all'estremità delle ossa. Quando mangiamo del pollo, per esempio, abbiamo visto la parte molle, ma elastica nella quale mette il coltello per dividere l'ala o la coscia dal resto. Sembra una parte gommosa, leggermente trasparente. L'elasticità della cartilagine è essenziale, poiché protegge le ossa delle nostre articolazione dai costanti mini-choc provocati dai movimenti che facilitano lo strofinamento di un osso contro l'altro. Se si osserva una cartilagine al microscopio, si noterà la somiglianza con una spugna. Finche l'articolazione non è sollecitata, è piena di liquido: non appena c'è un movimento o una pressione, il liquido scompare come se una spugna piena d'acqua venisse spremuta. La peggior conseguenza è il dolore. Dico la peggiore, perché il dolore è sempre presente. Non appena scompare ha sempre paura che possa ritornare. Inoltre porta ad un circolo vizioso: il dolore compare molto spesso dopo attività fisiche e diminuisce nei momenti di riposo. La tentazione di fare sempre meno e di "risparmiarsi" fisicamente è forte. L'attività fisica è indispensabile per mantenere le articolazioni mobili! Ci sono poi una serie di altri sintomi: infiammazioni, deformazioni, dolori articolari, sensazioni di tensione ed irrigidimento delle articolazioni. Questi sintomi potrebbero essere accompagnati da dolori e, a seconda dei casi, gli si attribuiscono nomi diversi. Ciò che tuttavia si dovrebbe ricordare è che con molta probabilità le cartilagini sono sottoposte ad un processo degenerativo. Le parti del corpo maggiormente colpite sono le ginocchia, i fianchi, la zona lombare e cervicale e le mani. Nella maggior parte dei casi il nostro medico ci prescriverà un antidolorifico o un antinfiammatorio (o entrambi). In alcuni casi è necessario fare ricorso a medicine a base di cortisone. Questi farmaci alleviano i dolori, ma spesso sono accompagnati da complicazioni a causa dei loro effetti collaterali: problemi digestivi, osteoporosi o persino osteonecrosi ed infezioni. In questo modo si arriva ad una situazione paradossale: deve prendere altre medicine, per trattare gli effetti collaterali provocate dall'utilizzo di farmaci precedenti!


Il silicio

La più perfetta fonte di energia della Natura
Siccome l’Homo sapiens si adatta nel suo sviluppo alle nuove esigenze
dell’ambiente del XXI secolo, avrà sempre bisogno di anti-ossidanti e di
sostanze nutritive che lo proteggano. Senza la protezione di una sostanza atta a frenare l’ossidazione e che
fornisca in abbondanza a sangue e tessuti la vitamina A, la beta-carotina,
le vitamine C, E, il selenio, lo zinco, il silicio ed altri anti-ossidanti -
il fragile meccanismo ossigeno/carbonio del corpo umano non potrà
sopravvivere e ancor meno sarà in grado di fornire a lungo termine delle
prestazioni superiori alla media. Sebbene la nostra chimica organica sia
basata sull’atomo del carbonio, potrebbe altrettanto bene essere basata sul
silicio. La combinazione carbonio/ossigeno che viene sostituita dalla 
combinazione silicio/ossigeno? Sì, questo potrebbe davvero succedere.
Il segreto – le origini di un minerale flessibile
È molto importante sapere che il silicio è assolutamente indispensabile alla 
produzione e al rinnovo della respirazione necessaria alla vita, cioè per la
 produzione dell’ossigeno di cui abbiamo bisogno in ogni secondo della nostra 
vita. Ma questo non è tutto. Il silicio è stato anche essenziale per l’atto 
della creazione, il primo passo che ha reso possibile lo sviluppo di tutta 
la vita sul nostro pianeta. Sotto la forma del composto ossido di silicio,
 il silicio appartiene alla famiglia dei minerali silicati. Tutti i silicati
 sono minerali composti dagli elementi silicio ed ossigeno. Infatti, finora i
 geologi hanno scoperto e classificato più di mille tipi di silicati sulla 
terra. Il che significa che sul nostro pianeta esiste una presenza dominante
 del silicio. Circa l’ 87% della crosta e circa il 26% del mantello terrestre sono composti da silicati. I silicati più complessi presentano già la
configurazione di diamante, di cui il quarzo rappresenta il grado più alto 
di formazione. Il quarzo ialino è uno dei più begli esempi della forza
formativa e strutturale del silicio. I composti di silicio ed ossigeno 
dominano la terra. Di conseguenza il silicio occupa il secondo posto tra gli
e lementi più diffusi sul nostro pianeta, dopo l’ossigeno. 
Le funzioni corporali del silicio necessarie alla vita
Non è un caso che gli elementi più diffusi sulla terra siano anche i più
 importanti per adempiere a essenziali e vitali funzioni del corpo umano. Queste sostanze sono silicio e ossigeno. Insieme danno vita all’acido
 silicico. Negli organismi viventi si trovano grandi quantità di ossigeno.
 Invece il silicio oggi esiste nel corpo umano solamente sotto forma di 
oligo-elemento. Si trovano solo circa 15 microgrammi di silicio in ogni 100
 ml del nostro fluido corporale. La scienza ha confermato che il silicio
 rinforza il sistema immunitario umano. Anche se non abbiamo bisogno di
silicio per altre ragioni, questa sostanza rimane pur sempre essenziale per 
attivare le naturali difese del nostro corpo. Però, contrariamente alle 
sostanze solamente preventive, il silicio gioca anche un ruolo essenziale
 nella costituzione rigenerativa del corpo. Queste sono delle buone novità 
per tutti gli appassionati di body building. La formula di medicina sportiva
 che mette a disposizione silicio risulta essere costitutiva, dunque
 anabolica, ma non è assolutamente illegale e contrariamente agli steroidi,
dannosi alla salute, il silicio aiuta a migliorare il proprio stato di
salute. Nella medicina classica non si parla quasi mai del silicio o, quando
succede, è spesso menzionato in modo negativo e non lo si trova citato 
neanche su manuali di farmacologia. Se i mass-media informassero sugli effetti rigenerativi e terapeutici del 
silicio, questa sostanza potrebbe diventare velocemente il mezzo di 
prevenzione preferito nella medicina moderna, almeno nei casi di fragilità 
del tessuto connettivo e delle malattie ad essa connesse. La carenza di
silicio è, nelle cellule cancerose, un dato di fatto ugualmente frequente 
come la mancanza di ossigeno, che però si può sempre trovare in
sovrabbondanza nei tessuti vicini. Proprio questo problema non chiarito,
 cioè la sovrabbondanza generale e l’utilizzazione insufficiente a livello 
cellulare, rende così importante fornire al nostro corpo sempre di nuovo e
regolarmente essenziale silicio al fine di evitarne ogni carenza e per 
sconfiggere gli effetti di malattie che da tali carenze conseguono. 
Una cura di ringiovanimento incomparabile
L’acido silicico utilizzabile organicamente, ad esempio basato sul miglio
 bruno non mondato in forma selvatica, rappresenta una forma di dieta che 
procura all’organismo umano il silicio essenziale ed elementare sotto forma
di sale minerale. Dopo il trattamento oppure la macinatura finissima del
 materiale grezzo, cioè del miglio bruno non mondato in forma selvatica,
 l’acido silicico organico e vegetativo è costituito per la maggior parte (ma 
non solamente) di SiO2. Inoltre bisogna sapere che il silicio possiede una
 forza d’attrazione immensa nei confronti dell’elemento acidificante, cioè
 dell’ossigeno, e che si lega quasi sempre e in modo assolutamente naturale 
all’ossigeno. Così la combinazione più diffusa risulta essere un ossido in
cui il silicio (con sempre un atomo solo = Si) è legato a due atomi di 
ossigeno ( = O). La formula del silicio in questo legame è SiO2. Anche la 
tensione superficiale del silicio con l’acqua è eccezionalmente elevata e si
 moltiplica in maniera straordinaria. Il silicio contiene quindi anche delle
 energie interne e, grazie alle sue attività di superficie insolitamente 
grandi, rappresenta una condizione essenziale per ogni processo organico. È
 stato anche dimostrato che la capacità della conducibilità di energia e del 
trasporto di sostanze nutritive insieme alla capacità di assorbire l’acqua 
nelle cellule vengono decisamente aumentate e solo così viene conferita a 
quello che il materiale da costruzione più importante del corpo, la 
proprietà di trattenere acqua! Il processo principale del vero e proprio 
invecchiamento o della degenerazione si svolge sulla base dell’ essiccazione 
delle cellule. La sgorgazione delle proteine (l’albume ) che ne consegue è
 legata ad un cambiamento dell’osmosi. Tutto questo provoca flocculazione e
coagulazione, cioè denaturazione della proteina. Robert A. Anderson, MD ha constatato che ferite muscolari dello scheletro si
 verificano durante una preparazione atletica solamente in quegli sportivi
 che presentano un tasso chiaramente più basso di silicio (4 ppm), fatto 
dimostrato dall’analisi dei capelli. Al contrario, tutti gli atleti che non
 hanno mai subito delle lesioni muscolari provenienti dallo scheletro avevano
 delle quantità normali di silicio nei loro capelli (cioè più di 20 ppm). 
La fonte più semplice di silicio – il miglio bruno in forma selvatica
Il miglio bruno non mondato e in forma selvatica non solamente contiene
 delle quantità di molto superiori alla media di silicio organico ma è anche
- come il miglio in generale – il cereale più ricco di minerali sulla terra.
Se si prende in considerazione lo stato di salute della popolazione civile
 globale, caratterizzato principalmente da una carenza generale di sostanze 
nutritive, il futuro del miglio bruno è sicuramente promettente. 
Specialmente per tutti coloro da cui ci si attendono alte prestazioni, 
un’alimentazione ricca di sostanze minerali rappresenta la base di forza
 vitale e dinamismo. Il miglio bruno contiene nel suo tegumento molte
 sostanze minerali, oligoelementi e sostanze attive i cui vantaggi non sono
 ancora stati studiati. E infatti contiene non solo acido silicico, calcio,
 zinco, fosforo, potassio, fluoro, ma anche il super-catalizzatore magnesio e poi proteine, lipidi e carboidrati, che, tutti insieme, sono senz’altro 
indispensabili alla costituzione del nostro scheletro. Nel miglio bruno non mondato e in forma selvatica tutte queste sostanze
minerali ed oligoelementi sono presenti in forma molto fine, quasi
 omeopatica, e sono in grado di influenzare in modo positivo la rigenerazione 
specialmente di ossa, cartilagine e tessuti muscolari. E proprio in questa
forma così fine viene assorbito dal nostro organismo e dalle cellule del
nostro corpo in modo veramente unico.
il silicio ed i silicati  sono ben lontani dal godere dell’attenzione che meritano.”
Professor Rudolf Wegscheider, Ph.D.
Università di Vienna, 1919
Un dono della natura e le sue doti terapeutiche: il MIGLIO
Il miglio appartiene – come l’avena – alla famiglia della poa comune e in
origine ha le sue radici nell’ India orientale. È considerato una delle più
 antiche piante coltivate e si è diffuso in Germania già nell’età
precristiana. Fino a 100 anni fa il miglio ha giocato un ruolo molto importante nella 
nutrizione, in seguito, però, è stato dimenticato. Dunque sarebbe ormai
l’ora di riprendere coscienza dei suoi valori, dato che si tratta del 
cereale più ricco di sostanze minerali esistente sul pianeta Terra. Il
 miglio è un prodotto privo di glutine, privo della parte proteica del
 glutine, composta da glutenina e gliadina.
Il miglio contiene una grande quantità di acido silicico, oltre che fluoro, 
zolfo, fosforo, ferro, magnesio, potassio, zinco etc. Presenta anche una
 particolare ricchezza di vitamine del gruppo B, come ad esempio, le vitamine
B1, B2, B6, B17, e di acido pantotenico e dell’ammide dell’acido nicotinico
(nicotinammide).
Con 59 mg d’acido silicico, 6,8 mg di ferro, 0,6 mg di fluoro, 3 mg di sodio 
e 170 mg di magnesio in 100 grammi di miglio, esso rappresenta un fornitore 
eccellente di essenziali sostanze minerali. È anche  noto che le 
sostanze minerali, gli oligoelementi e le sostanze attive sono contenuti in
 forma molto fine, quasi omeopatica, un dato che può contribuire in modo
 positivo alla guarigione delle malattie di ossa e cartilagine. E proprio
questa forma così fine può essere assorbita dal nostro organismo e dalle
 cellule del nostro corpo in un modo unico nel suo genere. Il corpo ne  ha 
anche bisogno soprattutto per far regredire esistenti e limitati ristagni,
simili a scorie, di sostanze minerali e per riequilibrare le perdite di
minerali. L’acido silicico è un composto acquoso dell’anidride silicica e rappresenta 
una sostanza primordiale essenziale per ogni organismo vivente. Alcuni
scienziati russi hanno scoperto che né materiali viventi né organismi sono
in grado di esistere senza l’acido silicico.  Per le piante l’acido silicico possiede soprattutto una funzione di 
costituzione e di sostegno. Ma anche nel corpo umano l’acido silicico 
rappresenta un elemento indispensabile per l’ordine. Insieme al calcio 
agisce soprattutto a favore della funzione di sostegno, a cui l’acido
 silicico fornisce in prima linea l’elasticità e il calcio la solidità.
 L’acido silicico rinforza anche il tessuto connettivo che dà struttura a 
tutto il corpo e avvolge i singoli organi. Il tessuto connettivo è il
tessuto primordiale nel corpo. La pelle, che ci avvolge come un involucro, i
l silicio, ne rappresenta la chiusura verso l’esterno. Il contenuto elevato di acido silicico è all’origine anche di una pelle 
fresca e liscia e di capelli forti e brillanti. L’acido silicico e il fluoro 
favoriscono la guarigione dei denti e garantiscono la durezza delle unghie
 delle mani e dei piedi. Tante persone soffrono di danni e difetti del portamento. In questi casi il 
miglio potrebbe essere veramente di grande aiuto. Inoltre potrebbe risultare 
utile nella cura di tante malattie polmonari, catarro bronchiale o asma,
perché l’acido silicico rinforza anche il tessuto polmonare rendendolo più 
resistente e flessibile. Fornisce elasticità e resistenza ai tessuti. L’acido silicico stimola anche i sistemi di difesa naturali del corpo e
 stimola la formazione dei fagociti che distruggono virus e batteri nel
 sangue e nel sistema linfatico.  Con l’età il contenuto di acido silicico nei tessuti diminuisce
 costantemente. E ciò si manifesta con la formazione di rughe, con la
fragilità del tessuto connettivo, con varici, emorroidi, ernia dei dischi 
inter vertebrali, difetti di portamento, disturbi d’irrorazione sanguigna, 
vertigini, stanchezza, eczemi, danni ai denti, affezioni articolari, 
artrite, fragilità delle unghie, debolezza dei sensi e del sistema nervoso e 
con reazioni allergiche. L’acido silicico ha una notevole influenza sul 
sistema nervoso soprattutto grazie al suo contenuto di vitamine del gruppo
B.  L’acido silicico gioca un ruolo indispensabile nel metabolismo, provvede al
 rifornimento di ormoni, regola il bilancio idrico ed è addirittura
 corresponsabile dello scambio di sostanze nutritive.  Inoltre il miglio può riparare tutti quei danni provocati da un certo tipo 
di alimentazione. Il miglio ha ottimi effetti soprattutto per le madri che allattano e
dovrebbe essere consumato regolarmente durante il periodo di guarigione di 
fratture ossee.  Un’alimentazione a base di miglio può spesso contribuire ad 
accelerare la guarigione anche di infiammazioni – ad esempio della vescica. Purtroppo l’ uomo di oggi mangia cibi con un contenuto troppo basso d’acido
 silicico oppure cibi prodotti su suoli poveri di sostanze minerali e per
 questo la nostra alimentazione abituale non riesce più a soddisfarne il
fabbisogno quotidiano. Un consiglio prezioso: il miglio bruno integrale. Siccome le bucce dure, silicee dei chicchi del miglio dorato non sono 
commestibili, devono essere eliminate. Accanto al miglio dorato esiste però
anche il miglio bruno o miglio primordiale che non deve essere mondato. La
 medicina medievale ha cantato grandi lodi del miglio e oggi è considerato un
 cereale da consigliare a tutti – e non solo in età avanzata. Come già detto, il miglio bruno non deve essere sbucciato. Per questo il suo 
valore nutritivo è ancora più alto di quello del miglio comune che invece va 
privato della buccia. 
Miglio bruno in un campo
È noto che la maggior parte delle sostanze minerali e degli oligo elementi 
aderisce agli strati esteriori i quali, attraverso la mondatura, vengono 
parzialmente distrutti con la buccia. Siccome il miglio bruno viene macinato
insieme alle sue bucce con la macina per cereali “Zentrophan”, tutte le 
sostanze vitali rimangono intatte nel miglio bruno macinato.
Il corpo può ingerire le sostanze nutritive più facilmente se il miglio 
bruno viene consumato senza essere stato bollito o riscaldato. Consumato 
crudo anche il miglio fa parte di quei cereali in grado di dar vita a basi che  prevengono l’eccessiva acidificazione, la perdita di minerali e
 l’accumulo di scorie . Il miglio bruno viene coltivato solamente su terreni in cui viene seguita 
una rotazione agraria particolare, con un’alta percentuale di leguminose .
Inoltre sono indispensabili un tipo di coltivazione che rispetti il suolo e
l’ambiente, una nutrizione adatta alle esigenze delle piante e
 concimazione organica. Il miglio bruno non viene né clonato, né manipolato
geneticamente, né trattato con ibridi, né sottoposto a selezioni. Grazie a
questo modo di lavoro integrale, le vitamine del gruppo B, l’acido 
pantotenico, il ferro, il fluoro etc. sono contenuti nella loro forma 
primordiale. Il miglio bruno macinato è ancora più efficace, perché i fiocchi di miglio,
nel corso della loro produzione, vengono cotti a vapore e stabilizzati. Si può aggiungere il miglio bruno macinato ai fiocchi d’avena, ma anche ad ogni
 altro tipo di bevanda, come ad esempio a spremute fresche di frutta o di
 verdura, e altrettanto bene a brodi o yogurt.  Due cucchiaini di farina di miglio bruno macinato mescolati ad una mela 
grattata si possono consumare come un piccolo antipasto o come completamento 
della prima colazione oppure come spuntino tra i pasti.  Il miglio bruno è anche adatto a germinare. La germinazione dei semi prova 
che essi sono ricolmi di vita cosmica. Tramite la germinazione il contenuto
 delle vitamine viene moltiplicato tra il 400 e il 600%. Inoltre si osserva
 una grande attività a livello di enzimi, un’attività che non esisteva nel
 semplice seme.  Il miglio come prodotto basilare in caso di problemi alle ossa Crudo e integrale il miglio, con i suoi preziosi minerali, può influenzare 
in un modo positivo la guarigione da tutte le malattie delle ossa, 
soprattutto dall’artrosi delle articolazioni grandi e piccole, ma anche
 della colonna vertebrale. Naturalmente si consiglia di far supportare gli
 effetti curanti del miglio integrale da cibi naturali e da un sano stile di
vita.  Il guaritore tedesco Hoffmann racconta nel n.49/1990 della sua rivista 
Gesundheitskurier dedicata ai problemi della salute di tre anziane signore
 che soffrivano di grandi dolori dovuti ad artrosi della spina dorsale e 
delle articolazioni coxofemorali. Allorché lui consigliò loro di consumare
 ogni giorno tre o quattro cucchiaini di fiocchi di miglio (da consumarsi 
crudi) e quando cercò di dar loro speranza dicendo che se avessero seguito
il suo consiglio conseguentemente i dolori sarebbero scomparsi entro sei
settimane, le signore credettero che lui le volesse prendere in giro.
 Avrebbero dovuto comunque continuare a consumare regolarmente i fiocchi per 
un periodo variabile tra l’anno e mezzo e due anni per migliorare il
 metabolismo nelle cartilagini in modo che la rigenerazione delle superfici
 articolari potesse svolgersi passo per passo. Dopo alcuni anni una delle signore, quella che meno aveva mostrato di
credere al successo del trattamento, scrisse al guaritore che i fiocchi di
miglio l’avevano aiutata e che la radioscopia ne era la prova.  Non doveva
 più farsi operare. Un’ altra signora di circa 75 anni che poteva solo camminare con due grucce,
 fu portata in ospedale per essere operata di ernia del disco. Dopo una
visita molto accurata il primario le comunicò che purtroppo era ormai troppo
tardi per poter sperare in un successo dell’operazione e che lei doveva
rassegnarsi al fatto che in poche settimane sarebbe rimasta per sempre 
inchiodata su una sedia a rotelle. Poco dopo questa prognosi scioccante il medico capo, che aveva assistito il 
primario, ritornò al suo letto e le raccontò che lui aveva sentito dai suoi
 anziani genitori che loro, contro i dolori di schiena, da molti anni
 prendevano ogni giorno tre o quattro cucchiaini di fiocchi di miglio nel tè ,
nel caffè, nel brodo o in un’altra bevanda. Da allora erano sempre stati in
grado di lavorare senza problemi. Tornata a casa la signora cominciò a 
prendere regolarmente i fiocchi di miglio e cambiò la propria alimentazione
 basandola completamente sui cibi naturali. E veramente il successo non si
fece attendere. Poco tempo dopo potette mettere via una gruccia, e in
seguito anche l’altra; nel frattempo può recarsi a fare la spesa senza
 dolori o handicap. Ciò nonostante resterà per sempre fedele al miglio. Il guaritore Hoffmann racconta anche di una contadina della regione tedesca
 dell’Allgäu, che riusciva a camminare solo con due bastoni e anche così
 doveva continuamente fare delle pause. Anche a lei consigliò di prendere
ogni giorno tre cucchiaini di fiocchi di miglio per almeno due anni. Non
 doveva però assolutamente cuocere i fiocchi, ma consumarli crudi in bevande,
 in brodi oppure nel muesli e naturalmente masticare molto bene.  Quando un anno dopo il figlio della contadina festeggiò le sue nozze, la 
madre poté ballare senza problemi e a perdi fiato. Soprattutto l’acido silicico, che si trova in abbondanza nel miglio, provoca 
anche uno sgorgamento dei vasi sanguigni modificati dall’arteriosclerosi e 
li rende di nuovo elastici contribuendo così a migliorare l’irrorazione
 sanguigna ed a normalizzare la pressione troppo alta. Nello stesso tempo
l’acido silicico blocca l’avanzata dell’arteriosclerosi.  Già all’inizio degli anni ’80 il professor Gotthard Schettler parlò del
 fenomeno sostenendo che i cambiamenti patologici dei vasi sono “palesemente
 capaci di una regressione”. Recentemente gli scienziati, tramite un
 particolare procedimento radioscopico, sono riusciti a provare tali
 regressioni (Prof. Hans Kaffarnik – Università di Marburg).
Estratto dal mensile Waerland, aprile 2003

Il miglio – l’alimento di base in caso d´artrosi
Non è più un segreto che il miglio integrale e crudo ha un’influenza 
positiva sulla guarigione da artrosi delle articolazioni grandi e piccole e
 della colonna vertebrale. Questa incredibile facoltà curativa del miglio 
crudo deve però essere supportata da una nutrizione sana e naturale e, nello 
stesso tempo, da un sano stile di vita. Tutti gli appassionati di storia,
che – nel limite delle conoscenze disponibili – si sono informati sulle
 abitudini alimentari dei nostri antenati di centinai o migliaia di anni fa,
 sapranno che questi uomini si nutrivano prevalentemente di semplice miglio e 
che nonostante ciò erano uomini forti. Sappiamo anche che popoli e tribù
del “Terzo mondo” ancora oggi si nutrono solo e unicamente di miglio e latte
 di capra, talvolta con l’aggiunta di odori molto forti, come per esempio di 
peperoncino, e che, nonostante la loro povertà, godono di buona salute e 
sono felici. Da un certo punto di vista questa povertà deve essere
 considerata una gran ricchezza, visto che tutti questi uomini, accanto alla
 loro forza e vitalità, sembrano possedere ancora una vera umanità. Inoltre
dispongono di un senso per la vita di intensità per noi inimmaginabile -
nei momenti di dolore così come nei momenti di gioia – e di cui la nostra 
civiltà così sviluppata e intelligente può solo sognare. Per la cura delle artrosi dobbiamo preferire il miglio a tutti gli altri
 cereali. Ognuno può trasformare il miglio, e farne un tipico alimento da
 consumarsi crudo, macinandolo sempre fresco prima di aggiungerlo, per 
esempio, a cibi o bevande. Ogni buona macina per cereali trasforma il miglio
 in una farina, che – divenuta simile a semolino – può essere aggiunta in 
tale forma a cibi o bevande. Il miglio contiene tantissime sostanze 
minerali, oligo elementi e sostanze attive, molti dei quali non hanno ancora 
neanche un nome. In primo luogo però contiene calcio, acido silicico, 
fosforo, potassio, fluoro e, oltre al super catalizzatore magnesio, proteine,
lipidi, e carboidrati, tutte sostanze che contribuiscono senza ombra di
 dubbio alla costituzione del nostro scheletro (ossa e cartilagini) ecc. Le 
sostanze minerali, gli oligo elementi e le sostanze attive sono presenti in 
forma fine, quasi omeopatica, che favorisce la guarigione di ossa e
 cartilagini nel modo più ottimale. Ed è proprio questa forma fine che viene 
assimilata in maniera particolare dal nostro organismo. È molto probabile 
che il corpo utilizzi queste sostanze per attivare la regressione di
 particolari ristagni esistenti, simili a scorie, di sostanze minerali e nello stesso tempo, riequilibrare le perdite di minerali nel nostro corpo. 
Per questa ragione solo in pochissime persone è possibile tenere sotto
 controllo malattie, come per esempio l’artrosi, tramite massiccia
somministrazione di dosi concentrate di calcio, magnesio, fluoro, silicio
ecc. non diluiti. Nella maggior parte dei casi si verificano conseguenze
contrarie: un aggravamento crescente delle malattie dello scheletro.
L’organismo si serve di minerali, oligo elementi e sostanze attive, che sono
 contenuti nel miglio nella forma più fine e naturale, anche per attivare la
 rigenerazione necessaria degli albuminoidi con l’ausilio della chimica
propria del corpo. Tutto questo funziona, in molte persone che hanno un
 tratto intestinale malato ed incapace ad assimilare, solo in cooperazione
con proteine nutritive animali di alto valore e con tutte le vitamine, tra
 cui, comunque, la vitamina C deve sempre essere messa al primo posto.
 Solamente a questa condizione si può lentamente ricostituire, cioè 
rigenerare, il necessario albuminoide (il collageno) delle ossa, delle 
vertebre, dei dischi vertebrali, delle gleni, delle teste articolari e delle
 altre articolazioni con le loro superfici. Contemporaneamente a questa  
costituzione comincia ad riformarsi senza interruzione la sinovia necessaria
 alla lubrificazione delle articolazioni, il che dà sempre più sollievo dai
 dolori. L’albuminoide (collageno) qui descritto, che conferisce alle ossa e d
alle cartilagini quella elastica solidità così degna di ammirazione, in quei
malati di artrosi che non sono al corrente di tutto ciò non viene
 ricostituito. Perché succede? Oltre a consumare cibi privi di sostanze 
minerali, il malato di artrosi commette ulteriori gravi errori in ambito
 nutrizionale che lo fanno entrare, con gravi ripercussioni, nel circolo 
vizioso di un’alimentazione ricca di carenze. 

Come si può riconoscere e guarire l’artrosi da sé?
L’artrosi, e soprattutto la cosiddetta e diffusissima artrosi primaria, si 
può riconoscere dall’aggravamento spontaneo dei dolori nelle articolazioni 
malate quando il corpo inizia a muoversi. Questi dolori però, dopo un certo
 protrarsi del movimento relativo, in buona parte spariscono. Un esempio: nel
 caso di un’artrosi dell’anca, alzandosi da una sedia, si sente 
improvvisamente un dolore piuttosto forte che però, talvolta dopo alcuni
 passi, talvolta dopo un cammino più lungo, si calma notevolmente. In caso di
 artrosi grave o molto grave questo sollievo spesso è così minimale che è
 necessario servirsi di bastoni o grucce. Questo vale anche per tutte le
forme di artrosi della spina dorsale. Il dolore all’inizio di un movimento è
 una spiccata caratteristica assolutamente tipica dell’artrosi (“osi” =
malattia degenerativa senza infiammazione). Il malato di artrosi si sente 
veramente bene solo se è disteso, seduto o fermo. Nella maggior parte dei
 casi la diagnosi d’artrosi è già nota a seguito di un esame medico. Inoltre
 si può riconoscere l’artrosi sentendo con l’udito o al tatto le
articolazioni coinvolte sfregare, stridere e scricchiolare. Soprattutto se
 si muove l’articolazione senza caricarla. Spesso il malato di artrosi sente 
questo stridere dell’artrosi nel proprio corpo quando la malattia è già in 
uno stato piuttosto avanzato. Sfregare, stridere e scricchiolare sono,
 allora, per l’artrosi primaria sintomi altrettanto tipici quanto i dolori
 all’inizio di un movimento. Di solito, quindi, l’artrosi primaria, si può,
 nella pratica, facilmente diagnosticare e distinguere dalla cosiddetta
“artrosi secondaria”. Invece è molto più difficile riconoscere “ l’artrosi
secondaria”, che si manifesta frequentemente accompagnata da poliartrite
 cronica, oppure nevralgia, neurite, ma anche da podagra, tumore osseo,
 morbus Paget o da altre malattie considerate principali, soprattutto da 
malattie di carattere infiammatorio. In questi casi il medico ha un compito
 difficile, ad esempio con l’artrite (“ite”=malattia infiammatoria). Tutte
 queste affezioni presentano un tipo di dolore ben differente da quello
 dell’artrosi primaria. Ad esempio: accanto al dolore all’inizio di un 
movimento possono anche manifestarsi improvvisi attacchi di reumatismo
 dovuti alle condizioni meteorologiche oppure dolori che si sentono solo da
 fermi, ecc. Queste malattie reumatiche, che accompagnano l’artrosi 
secondaria e che oggi sono dovute frequentemente anche a reazioni
 allergiche, si presentano con sintomi estremamente diversi. Di fronte a
 queste malattie miste croniche che si manifestano con infiammazioni o
 degenerazioni ecc. il paziente spesso non sa che pesci pigliare. Dunque, la
cosa più importante per il malato è che ora è finalmente in grado di
aiutarsi da sé, nonostante tutte le difficoltà indicate. Per questi casi di
 malattie di artrosi primaria o secondaria, spesso difficili da riconoscere e
 da trattare, esiste una soluzione sicura, con la quale lo stato di tutti i
 malati d’artrosi nella maggior parte dei casi può essere migliorato e 
persino guarito.

Muovendoci all’aria aperta dobbiamo sempre ricordarci dei seguenti consigli 
Dobbiamo di regola camminare “a perdi fiato” per 15 minuti. Inoltre dobbiamo 
ancora camminare, marciare velocemente o passeggiare ogni giorno per almeno 
mezz’ora e fino a due ore. Nel nuotare il principio del “perdi fiato” è valido solo se l’acqua non
 contiene cloro (pericolo di pompa inversa di potassio-natrio). Anche se 
l’acqua è senza cloro non si può solo nuotare, in quanto, data la relativa
 mancanza di gravità del nostro corpo nell’acqua, il nuoto non può sostituire
 l’allenamento muscolare sulla terra ferma. Se sentiamo una pressione sul petto o sullo sterno oppure al manifestarsi di
 una particolare fiacchezza in certe giornate un po’ “nere” possiamo ridurre 
l’allenamento per alcuni secondi o minuti finché non ci sia di nuovo
possibile proseguire. È necessario calcolare quanto tempo si è così perso e,
 alla fine, detto tempo va aggiunto a prolungare l’allenamento. All’inizio cominciamo sempre con solo 3-4 minuti d’allenamento, poi ne
 aumentiamo la durata di solo un minuto ogni 15 giorni fino a raggiungere,
 nel corso di 4 mesi e senza mai avere avuto dolori muscolari degni di nota,
 10-15 minuti. Bisogna avere pazienza e non forzare con violenza. Nel caso che siamo impediti a muoverci da dolori (artrite, artrosi,
 reumatismo, ecc.) dovremmo cercare – se possibile – di continuare nonostante
 tutto con la ginnastica e con gli esercizi di respirazione anche se in modo
un po’ limitato. Dopo cominciamo con un allenamento di 10-15 minuti, che ci
porti a restare senza fiato. Di nuovo ci vuole molta pazienza – e anche qui
 non bisogna forzare. Il concetto di aumentare continuamente i tempi di allenamento in movimento 
per 10-15 minuti ha un valore estremamente importante per la salute e per
 ogni miglioramento o guarigione ed è valido praticamente per quasi tutte le 
malattie croniche. Soprattutto tutti coloro che hanno subito un infarto 
cardiaco, oppure soffrono d’asma, enfisema, bronchite o gravi disturbi del 
sistema cardiaco-circolatorio, dovrebbero fare questi esercizi “a perdi
fiato” ogni giorno per almeno 10 – 15 minuti secondo il modo qui sopra
 indicato e sotto il controllo del proprio medico. Per sconfiggere tutte
 queste malattie croniche del sistema cardiaco, polmonare o circolatorio, da
 cui normalmente con la medicina classica convenzionale non si può guarire,
 occorre, naturalmente, anche camminare ogni giorno per 1-2 ore all’aria
 aperta. Questo metodo – incluse le due ore di marcia quotidiana – è
ugualmente valido per tutti i malati di cancro, che dovrebbero cominciare 
questo programma immediatamente dopo il rilascio dall’ospedale. Passeggiate, camminate a passo veloce, escursioni di una durata che va tra
 la mezz’ora e le due ore possono sempre essere prolungate di ulteriori ore a
 condizione di effettuare lunghe pause tranquille nella natura. Non è invece
 mai permesso superare il limite massimo di 15 minuti nell’allenamento “a
perdi fiato”. 

La guarigione dall’artrosi “incurabile”
L’artrosi non è unicamente causata da un impiego eccessivo delle singole 
articolazioni (compresa la spina dorsale). E neanche solamente da usura 
delle articolazioni dovuta all’età, alla quale, secondo l’opinione oggi
predominante nella medicina classica, dovremmo rassegnarci. In primo luogo
l’artrosi è causata dalla mancanza di sostanze minerali e di oligoelementi e
 da un’ alimentazione estremamente uniforme. Visto che tutti i tessuti del nostro corpo prima o poi si rinnovano oppure
 vogliono rinnovarsi continuamente, dalle carenze qui sopra indicate
 risultano dei blocchi rigenerativi delle superfici delle cartilagini 
articolari e della loro “lubrificazione”. Le articolazioni del nostro corpo
 non possono essere certamente paragonate a quelle delle macchine: quelle
 meccaniche, nonostante l’uso di un buon lubrificante, si consumano e non si
potranno mai rigenerare come quelle degli animali o dell’uomo. Tuttavia,
 quando le nostre articolazioni non sono più in grado di rigenerarsi, non 
importa a quale età, ne risulta in effetti un logoramento crescente che
possiamo anche chiamare usura. Questo logoramento può peggiorare a tal punto
 da causare dolori terribili e persino l’immobilità delle relative
 articolazioni. Le conseguenze possono essere busto d’acciaio, bastoni,
grucce, sedia a rotelle o una permanente degenza a letto per il resto dei 
propri giorni. Invece se le articolazioni sono in grado di rigenerarsi, 
l’usura delle articolazione dovuta al carico perde ogni importanza perché
 sarà compensata in modo armonico dalla rigenerazione delle cartilagini anche in età avanzata. Questa compensazione è attivata dal miglio crudo. Non
 esistono altri cereali che siano così potenti nella lotta contro una delle
 malattie più tremende tra quelle reumatiche. Circa 7 milioni di cittadini 
tedeschi ne soffrono. L’artrosi non è quindi unicamente una malattia dovuta 
al logoramento e alla quale ci si deve rassegnare. I seguenti casi di
guarigione lo provano con ogni evidenza. I racconti ed esempi di guarigione
 qui riportati sono stati raccolti da un guaritore di cui, nonostante intense 
ricerche, non sono riuscito a rintracciare nome o origine. L’importanza di
questi rapporti e la loro credibilità mi hanno comunque convinto a
 pubblicarli. 

Le gravi artrosi all’anca e alla spina dorsale di tre anziane signore 
Alcuni anni fa vennero da me tre anziane signore e tutte e tre soffrivano
 della stessa malattia, in altre parole di artrosi alla spina dorsale e
 all’anca. Una di loro camminava con l’ausilio di un bastone, le altre due si
 tenevano diritte in modo innaturale per via dei terribili dolori alla
colonna vertebrale. Rassegnate, raccontarono che erano andate da diversi
 medici ortopedici che le avevano sottoposte ad accurate radioscopie per poi
 informarle che questa dolorosa malattia era un fenomeno di usura dovuto 
all’età, contro cui solamente un’operazione avrebbe potuto aiutarle.
 Altrimenti questi dolori potevano essere solo sopportati o attutiti dall’uso
 di analgesici. E se vari medici hanno detto la stessa cosa – pensavano le
tre signore - dovrà pur esser vera. E anche i medici non consigliano sempre di effettuare
 un’operazione di ernia del disco o l’impianto di una protesi nell’anca – è
 così in tutto il mondo, non è vero? - sostennero le tre signore all’unisono. Ed inoltre si trattava di medici
 dalla grande esperienza che curavano pazienti già da più di dieci anni,
 aggiunsero le tre signore. Il mio consiglio a tutte e tre le signore fu di prendere ogni giorno due 
volte 3-4 cucchiaini pieni di farina di miglio (cruda) al fine di far
 sparire i dolori entro circa sei settimane. Avrebbero però dovuto continuare
 a consumare regolarmente la farina di miglio per almeno un anno e mezzo o
 due anni per stimolare il metabolismo nelle cartilagini e per favorire man
 mano la rigenerazione delle superfici articolari. I dolori sarebbero
 comunque già spariti molto prima. Le signore pensarono che le volessi
 prendere in giro. Se tutto fosse stato veramente così semplice, perché anche 
tutti i medici del mondo intero non usavano questo trattamento per curare i
 casi di questa malattia considerata “incurabile” e dai tanti nomi e volti. 
Già da molti anni l’artrosi – non importa di quale articolazione – è 
trattata con successo con gelatina, cloruro di magnesio, molta vitamina C,
 mezzi organici, ecc. e con un’alimentazione equilibrata e di tipo naturale.
 Decenni di esperienza portano alla conclusione che i fenomeni di “usura” 
dell’artrosi non sono tali, oppure non sono molto importanti, in quanto sono
 principalmente e semplicemente carenza di sostanze minerali, disturbi 
d’irrorazione sanguigna e deficit d’amminoacidi che provocano la
 degenerazione delle superfici articolari. Tuttavia questa degenerazione può 
essere fatta regredire abbastanza semplicemente soprattutto con l’uso di
 farina di miglio ricca di sostanze minerali, di oligoelementi e di
 fitormoni. “Ah”, disse una delle signore, “allora anche la storia della 
guarigione dall’artrosi grazie a queste sostanze dai costi irrisori e a d
alimenti quasi dimenticati può essere paragonata alla storia dei fiammiferi e delle lampadine che bruciano sempre e che non
 si rompono mai, o a quella della grande invenzione del super-inventore 
iugoslavo Tesla che, sempre ignorato, aveva avuto l’idea della casa ad
energia solare ad uso di tutta l’umanità. Si sa che tutte queste invenzioni
 sono state acquistate e per la maggior parte distrutte, perché altrimenti un
 piccolo circolo di persone avrebbe perso profitti di migliaia di miliardi.”
 E un’altra di queste signore dall’intelligenza sicuramente superiore alla
 media disse: ” E allora non viene alla luce neanche la verità sul successo
di certe guarigioni perché le malattie croniche rappresentano per anni
 magnifiche fonti di guadagno per i medici curanti. Dal cancro all’AIDS, non 
è vero?”. Che cosa si dovrebbe aggiungere? La cosa essenziale per le donne
 era che ora avrebbero potuto curare la loro artrosi con l’uso di tre o
 quattro cucchiaini di farina di miglio mescolati due volte al giorno nel
 brodo o nelle bevande e che c’era la possibilità, nel corso di 6 settimane,
 di far sparire questi dolori spesso terribili e di non dovere più prendere
la gelatina o l’amarissimo cloruro di magnesio. Veramente una cosa molto
 facile che prevede solo l’uso di un semplice alimento. E questo come ancora 
di salvezza in un periodo in cui si cerca di eliminare tanti metodi di cura
naturali perché, a quanto pare, sono molto dannosi per la salute della
 gente. Le tre signore tornarono a casa in parte felicissime, in parte
 incredule. Alcuni anni dopo una di loro, quella che sembrava aver meno
 fiducia, mi scrisse una lettera piena di gratitudine, raccontando che ormai 
erano tutte e tre sicure che il miglio può davvero far guarire, cosa
 comprovata anche dalle recenti radioscopie. Erano molto felici di non doversi sottoporre a nessuna operazione, al posto della quale avrebbero 
continuato semplicemente ad usare farina di miglio.

Una grave degenerazione dei dischi vertebrali in una signora di 75 anni
Un bel giorno un’anziana signora entrò zoppicando e a passo di lumaca nel 
mio studio. Spinsi una sedia in sua direzione e vi si sedette con gran
 difficoltà. Storceva la bocca dal dolore, ed ogni suo movimento era
accompagnato da leggeri lamenti. “La mia schiena mi fa terribilmente male, è 
insopportabile e niente può più darmi sollievo”, disse con parole brusche e
 a scatti. Era già stata dappertutto! Io la lasciai parlare come facevo con 
tutti i miei pazienti. Però vidi subito che si trattava di un caso
 gravissimo, specialmente perché la signora aveva già 75 anni, era sola, e 
non aveva famiglia. Disse che i medici le avevano diagnosticato una grave
degenerazione della spina dorsale e dei dischi vertebrali. La visita medica
 sul lettino si rivelò molto più difficile di quanto pensassi. Gridava dal 
dolore ad ogni movimento, anche se io la trattavo lentamente e con grande
 precauzione. Naturalmente volevo aiutare anche lei il più velocemente 
possibile anche se, in questo caso, non sapevo veramente come. Oltre alla
 grave degenerazione della colonna vertebrale, dalla visita risultò che la
 signora soffriva anche di infiammazioni del fegato, del pancreas e dei reni.
 In questo caso eccezionale le prescrissi concentrazioni alte per l’omeopatia
 in forma di iniezioni da effettuarsi nei punti principali di dolore. E anche
 un’alta dose di vitamina B12 in forma d’iniezione intragluteale. Poi, ogni uno o due giorni, trattamenti di magnetismo per renderle i dolori almeno
 sopportabili. Poco tempo dopo la signora si sentì un po’ meglio,
specialmente quando scendeva dal lettino. Già dal primo giorno le prescrissi 
due volte al giorno tre/quattro cucchiaini di farina di miglio mescolata
in bevande o cibi e le raccomandai in modo particolare questa misura perché
 il miglio, tra i cibi da consumarsi crudi, era il più importante per la cura
 delle sue malattie. So perfettamente che l’artrosi vera può essere guarita
con farina di miglio assimilata cruda e che i dolori spariscono già dopo un 
periodo tra le tre e le sei settimane, la ricostituzione delle cartilagini 
sulla superficie articolare, però, richiede circa un anno e mezzo. Questo 
non vale naturalmente in casi molto gravi d’artrosi, che, a quanto ne so, 
richiedono più tempo per ottenere il successo desiderato. Senza dubbio in
 alcuni di questi casi più gravi è spesso necessario sottoporsi ad un
 intervento chirurgico, perché i dolori sono terribili ed esiste anche il
 pericolo di paralisi. La nostra anziana paziente era uno di questi casi. A 
causa, però, delle sue condizioni generali di debolezza e del suo modo di
 concepire la vita, non voleva essere sottoposta ad un’operazione, preferiva,
 come ultimo tentativo, seguire questo metodo di cura naturale. Per alleviare
 un po’ i suoi terrificanti dolori le prescrissi, in aggiunta, qualche 
preparato a base di bambù e per i dischi vertebrali, anche se, specialmente
 alla vista di questa povera disgraziata debole e contorta dai dolori, che
 avrebbe fatto compassione anche ai sassi, non ero convinto che potessero 
avere successo contro attacchi di dolori tali che la notte le provocavano
grida così forti che anche i suoi vicini di camera ne venivano svegliati.
 Dopo circa dieci giorni, però, i dolori in tutta la colonna vertebrale
 migliorarono decisamente e sei settimane dopo, fortunatamente, erano
 diminuiti di più del 50%. La paziente, felicissima, affrontò il viaggio 
di ritorno a casa (quasi 1.000 km di tragitto) dove continuò scrupolosamente 
l’auto-cura. E dopo un anno si fece di nuovo ricoverare in un reparto di 
medicina naturale e fu in grado di salire sul lettino da sola e di girarsi
 senza problemi, in quanto i dolori alla colonna vertebrale erano ormai molto
 deboli e talvolta duravano solo alcuni secondi. In questo caso si è
 verificata “una conversione” a favore dei grandi prodotti di cura e
 alimentari naturali di cui il miglio allo stato crudo è un esempio. L’occasione di poter assistere ad una tale guarigione è stata un’esperienza 
commovente e felice sia per la paziente che per il terapeuta.

Un’artrosi bilaterale avanzata alle articolazioni dell’anca di una contadina
In occasione di un’escursione sulla vetta del Nebelhorn incontrai una 
vecchia contadina dall’Allgäu che, zoppicando, con un viso pietrificato e
 appoggiandosi a due bastoni, faceva la salita che portava alla sua fattoria.
 Si fermava frequentemente per riposarsi a lungo. Le chiesi perché avesse
 tali difficoltà nel camminare. Rispose che non era più in grado di lavorare,
 sebbene i suoi figli avrebbero potuto aver bisogno del suo aiuto ancora per
 molti lavori perchè, di anno in anno, l’artrosi bilaterale delle articolazioni
 dell’anca peggiorava sempre più e che, entro poco tempo, avrebbe dovuto
 farsi operare. Due medici ortopedici avevano diagnosticato, 
indipendentemente l’un dall’altro, la stessa malattia: un’artrosi bilaterale
 alle articolazioni dell’anca in uno stato molto avanzato. Anche se si fosse 
sottoposta ad un’operazione non sarebbe cambiato molto, soltanto i dolori 
sarebbero spariti. La diffidenza iniziale nei miei confronti si trasformò 
dopo un po’ in schiettezza e fiducia, grazie anche al contributo dato dalla
 luce magica di quella giornata piena di sole. Le consigliai, senza stare a 
farla troppo lunga, di prendere ogni giorno quattro cucchiaini di farina di
 miglio cruda per un periodo di almeno due anni. Però non doveva bollire il
 miglio, ma consumarlo in bevande, nel brodo o nel muesli e masticarlo bene.
Non sapeva cosa dire ed era molto scettica. Due anni dopo m’invitò felice e
 piena di riconoscenza alle nozze del figlio minore. Scrisse che il miglio
 l’aveva veramente aiutata e che non aveva più bisogno dei due bastoni.
 Accettai l’invito e vidi la vecchia contadina ballare decisamente bene, con
 energia e a perdi fiato. Felicissima mi raccontò in quelle ore tante cose,
 ad esempio che all’inizio le cose con l’artrosi erano migliorate lentamente
 ma che poi si era resa conto che il miglio era una specie di alimento
 prodigioso. Non era andata più dal suo medico per fare delle radioscopie,
 perché i dolori erano spariti da diversi mesi e le sembrava di potersi
 muovere sempre meglio. Vale la pena ricordare che la contadina negli ultimi
 tempi si era alimentata in modo molto misto e talvolta mangiava anche carne.
Uno sportivo con dolori articolari ed articolazioni che scricchiolano e
stridono 
Uno sportivo d’età un po’ avanzata mangia miglio già da molti anni per 
tenere sotto controllo cambiamenti provocati da artrosi alla spina dorsale,
 alle articolazioni dell’anca, del ginocchio e della parte superiore del
braccio. Questi cambiamenti si manifestavano con un leggero scricchiolare e 
stridere delle articolazioni sottoposte a sforzo, soprattutto durante 
l’allenamento alla macchina fitness e, talvolta, anche con sottili dolori e
non vennero influenzati a lungo dal suo programma di allenamento. Sapeva già 
che il miglio crudo attiva la formazione di capelli, unghie ed ossa grazie 
alle ideali sostanze in esso contenute. Più tardi venne a sapere che il 
miglio crudo frantumato, in cui anche dopo mesi i fitormoni delicati restano 
intatti, influisce in un modo molto decisivo sui processi
 dell’articolazione. E di ciò poté farne esperienza nel proprio corpo. 
Per esempio ora, già da diverso tempo, è di nuovo in grado, facendo marcia
 indietro con la macchina, di girare la testa all’indietro di scatto senza 
sentire dolore e viceversa. Tuttavia, questo processo di guarigione ha avuto
 bisogno del suo tempo. Pensa che sia durato quasi due anni. I dolori però
 sono spariti già dopo uno o due mesi. Durante questo periodo ha consumato 
due volte al giorno tre cucchiaini pieni di farina di miglio crudo. Lo
scricchiolare e lo stridere delle sue articolazioni durante gli allenamenti
 alla macchina fitness sono costantemente divenuti più “tondi” e
 ammortizzati. Dopo alcuni mesi di impiego di farina di miglio ha
i ncominciato ad avere l’impressione che quei punti delle sue articolazioni
che stridevano, e che prima si facevano sentire con decisione in caso di
 movimenti forzati, fossero ora come rivestiti da una pellicola di silicone
 che con il tempo (alcuni mesi) era diventava sempre più resistente.

Grave sciatica dovuta a degenerazione dei dischi vertebrali
Mia moglie soffriva di sciatica cronica già da 15 anni e talvolta aveva 
dolori così insopportabili alla schiena che, se non poteva far a meno di
muoversi, arrivava camminando totalmente inclinata su un lato. Per mesi
dovette rimaner seduta su una sedia a sdraio speciale perché i dolori non
sparivano neanche sulla sedia a rotelle. Ormai non facevano più effetto
 neanche gli analgesici chimici. L’aspetto peggiore di queste infiammazioni
sciatiche era che si manifestavano sempre improvvisamente, come un fulmine a 
ciel sereno. E questo con dolori sempre più forti che impedivano a mia
 moglie di lavorare. I preparati a base di bambù e consolida e quelli per i
 dischi vertebrali contribuivano poi a liberarla dai dolori e le permettevano
 di riprendere a camminare. Secondo l’intensità dell’attacco, le cure
 duravano più o meno lungo. Spesso ci siamo chiesti come ci saremmo potuti 
alimentare meglio a vantaggio della nostra struttura ossea, benché ci
 nutrissimo già di alimenti naturali basici con cereali Demeter, cioè 
frumento, orzo, segale, farro, mais e soia e soprattutto con tante verdure e
frutta biologiche, consumate anche crude. Da pochi anni consumiamo ogni
 giorno e senza interruzione (accanto a cibi basici naturali) due volte tre/quattro cucchiaini di farina di miglio non bollito mescolati in cibi o 
bevande. E, davvero, i dolori alla schiena ed i dolori sciatici gradualmente 
sono spariti. Solo adesso sappiamo senza dubbio che il miglio consumato
 crudo favorisce non solo la costituzione continua dei nostri denti, unghie e
 capelli, ma anche – e soprattutto – della spina dorsale e di tutte le
 articolazioni e superfici articolari, anche in presenza di una degenerazione 
già iniziata.
Le conoscenze decennali riguardanti le ideali sostanze fortificanti del
 miglio crudo, grazie ai racconti di pazienti e loro parenti in tutto il
 mondo, sono diventate un eccezionale raggio di speranza che dà nuova e
fondata fiducia a milioni di malati d’artrosi che avevano ormai perso ogni
 speranza.

GUIDA VELOCE:
GEL

Il Silicio Organico GEL, lo puoi applicare in leggero strato, ovvero pochissimo! (non è una crema ) sul viso, sulle rughe, sui capelli, sulle cicatrici e cheloidi, sulle irritazioni cutaneè e delle mucose, sul distretto corporeo corrispondente all'organo interno. Pulisci le dita unte di gel sui polsi sulle vene, andrà subito in circolo venoso. Evitare di entrare in contatto con agenti nocivi o inquinanti per almeno mezz'ora dopo l'applicazione.

 

LIQUIDO

Il Silicio Organico liquido, consiglio di berne non più di 10 ml al giorno, anche 5+5, non oltre non serve, la concentrazione è già altissima e ben al di là del fabbisogno giornaliero. Si può usare come il gel, ma è meglio berlo e lasciare le applicazioni esterne al gel. Come sopra, non entrare in contatto con agenti inquinanti o nocivi per almeno 30 minuti dopo l'assunzione. Il momento migliore per assumerlo, è prima di alzarsi la mattina, oppure prima di coricarsi.

 

CURIOSITA' : oltre agli innumerevoli benefici, la prima cosa notata dalle donne in procinto di menopausa o che lo sono, è l'immediato attenuarsi delle scalmane notturne e diurne che accompagnano nella maggior parte dei casi questo fenomeno femminile ed in taluni casi, addirittura la scomparsa del fenomeno scalmane.

 


HomeSu di meContattamiForumLo STATUTOAtto CostitutivoSilicio OrganicoArgento Colloidale IonicoLink preferitiCITAZIONISUL CANCROCOSMESIAIDSVACCINIILLUMINATI E MASSONERIACOLESTEROLOREFLUSSO GASTROESOFAGEOFLUOROIL CALCIODEPURAZIONE CALCOLI DEL FEGATO